Non c’è generazione o classe d’età che non sappia quanto sia fondamentale, oggi giorno, la conoscenza della lingua inglese.

A dimostrazione di questo fatto vi è il moltiplicarsi di scuole e corsi per imparare questa lingua che è ormai diventata a pieni titoli una sorta di “lingua franca”, parlata in tutto il mondo.

A questo tipo di scuole si iscrivono proprio tutti: dai bambini anche in tenerissima età, agli anziani.

Si, anche i meno giovani! perché anche loro sperimentano le difficoltà della mancata comunicazione quando viaggiano o quando vanno a trovare i loro figli o nipoti, emigrati in altre parti del mondo.

Se l’importanza della conoscenza dell’inglese è ormai un fatto assodato non lo è altrettanto quella della conoscenza di una terza lingua.

L’inglese, infatti, seppure sia la lingua internazionale più diffusa al mondo, non basta per comunicare in tutti i contesti lavorativi e sociali e soprattutto in certi settori, come quello del turismo, del commercio internazionale o della cooperazione.

Avere almeno delle basi per comunicare in maniere anche elementare in una terza lingua risulta quindi fondamentale non solo dal punto di vista lavorativo, perché un CV di questo tipo è sicuramente più appetibile, ma anche da un punto di vita personale, perché il “multilinguismo” migliora senza alcun dubbio le competenze comunicative e linguistiche degli individui.

Se si decide quindi di intraprendere lo studio di una terza lingua, quale risulta essere la più “utile”? Premettendo che tutte le circa 6000 lingue esistenti al mondo nei diversi Stati sono magnifiche e ugualmente importanti a livello culturale e antropologico, è comunque possibile fare una classifica sulla base di quelle che sono le più diffuse nel mondo, per ragione storiche e politiche, e dunque più utili nel lavoro e per il turismo.

 

Al primo posto troviamo il francese. Sono infatti tantissimi i paesi francofoni, per l’esattezza ben 51 e tra questi possiamo citare: Canada, Belgio, Svizzera, Algeria, Marocco, Senegal e Congo. Il francese resta quindi a pieni titoli una delle lingue ufficiali per le questioni diplomatiche ed economiche tra i paesi.

In particolare, per noi italiani conoscere il francese risulta essere ancora un grande vantaggio, non solo per questioni di vicinanza territoriale ma anche perché Italia e Francia sono fortemente legati da reciproci vantaggi economici: tantissime aziende italiane lavorano con la Francia e viceversa.

 

Il tedesco può sicuramente essere annoverato nei primi posti di questa classifica. È infatti una delle lingue più parlate in Europa: Austria, Svizzera, Lussemburgo, Belgio e Italia! Si, perché non dimentichiamoci che nel nostro Trentino Alto Adige il tedesco è quasi più diffuso dell’italiano. La Germania poi sta registrando sempre più alti flussi di migrazione, anche dall’Italia. I ragazzi in cerca di lavoro scelgono questo paese non solo perché il costo della vita non è troppo alto ma anche perché è un paese dove l’inglese è molto diffuso e quasi tutti lo sanno parlare.

 

Il terzo posto spetta sicuramente al cinese. La Cina è ormai uno dei paesi più influenti dal punto di vista economico e politico del panorama internazionale. Ed è la lingua più parlata al mondo, ovviamente non perché è diffusa territorialmente ma perché sono molto numerosi i madrelingua. Con i suoi 1,3 miliardi di persone è il paese più popolato al mondo. Conoscere il cinese è quindi un grande vantaggio per chi è alla ricerca di un lavoro nel settore del commercio internazionale e del turismo. Certo, non è un idioma semplice da imparare per noi italiani, però sono sempre più numerose le scuole che propongono corsi di lingua cinese e anche a livello universitario gli studi vanno verso la direzione “asiatica”.

 

Affrontare lo studio di una terza lingua non è quindi una questione scontata ne tanto meno così semplice. Ma se si approccia allo studio in maniera ludica e ci si affianca ad insegnanti competenti e preparati, il lavoro sarà sicuramente più alleggerito.

Inoltre per chi conosce già bene due idiomi, imparare il terzo risulta essere più “semplice”. I bilingue infatti utilizzano tutte le capacità e i meccanismi linguistici appresi con l’uso delle due lingue primarie, per sviscerare e conoscere la terza lingua.

In conclusione, l’obiettivo del multilinguismo non deve essere per forza riconosciuto come necessario ma non c’è ombra di dubbio che sia un grande vantaggio. Inoltre non è irraggiungibile! Basta essere consapevoli delle sfide che questo comporta ed avere i giusti strumenti per affrontarle.